• Admin

Un post fatto con il cervello - Ovvero una cosa che dobbiamo sapere TUTTE!


Ci sono cose che fai senza paura, quasi senza pensarci perché non dai loro molta importanza o perché forse non ci credi neanche tu.

Ci sono cose invece che fai pensandoci e ripensandoci mille volte, mettendo a punto ogni dettaglio perché a quelle cose ci tieni veramente.

Poi ci sono cose che tentenni a fare, per paura di fallire già prima di partire. Sono cose che ti interessano, che hanno un valore ma che hanno anche implicazioni e per questo farle ti crea disagio: “E se poi non funziona, se poi non va, e se poi non mi prendono sul serio…”.

E poi c’è una cosa che noi donne non facciamo quasi mai: CHIEDERE.

Questa è un’atroce verità. Il web pullula di frasi tipo: “Ad essere generosi ci si perde sempre - io do tantissimo ma nessuno mi da niente in cambio - sono sempre io quella che fa le cose, gli altri per me non fanno mai niente”.

Però a me i conti non tornano. Se tutti diamo e mai riceviamo allora chi sta ricevendo ciò che diamo? Ma soprattutto: che cosa stiamo chiedendo che non ci viene dato?

Un mese fa mi è successa una cosa pazzesca che ha del surreale, mancava un giorno al primo mesiversario di questo blog ed ero a 194 like sulla pagina Facebook. Allora mi sono detta “Sarebbe bello festeggiare domani con 200 Like”. Cioè non è che cambia qualcosa nel mondo ma fa figo quindi perché no? E senza troppo pensarci ho postato questa foto stupida di me con in testa una cuffia a forma di cervello chiedendomi e chiedendovi se potevate aiutarmi a realizzare questo piccolo desiderio.

In 8 ore sono passata da 194 a quasi 240 Like!

Forse non vi sembrerà questo grande risultato ma se lo analizzate scoprirete che ho impiegato 31 giorni a collezionare 194 like quindi, una media di 6,2 like al giorno. Poi ho chiesto ed in un giorno ho fatto +46. Cioè una crescita netta del 21% solo per essermi presa il rischio di chiedere, fantomatico logaritmo di Facebook: fottiti!

Regole per fare carriera

Nelle aziende il rischio di impresa è alla base di una crescita nel futuro. Senza rischio, se ti va bene, rimane flat! Ora proviamo a pensare a noi, persone, come delle imprese da portare avanti nel tempo. Di fatto investiamo in noi con l’istruzione, con le palestre (questo voi, non io), con corsi di lingue, con una vita più o meno sana. E tutto ciò è onorevole. Investire è la base ma non possiamo sempre e solo investire, dobbiamo anche GUADAGNARE (che non significa necessariamente portare a casa soldi). E come fare? Se avessi la risposta magica sarei miliardaria ma non lo sono quindi niente magia, solo un prezioso consiglio dato dalla mia Boss.

La mia “Capa” è Belga ed è vista da tutti come una stronza, fredda, determinata che ha da poco ricevuto la posizione di Vice President con l’aiuto di chissà quale Santo in paradiso (per non dire altre mille possibili cause più scurrili). Per me è un mito e sicuramente non è così fredda con noi sottoposti, tanto da lasciarmi questo prezioso messaggio che ora svelerò a tutte voi.

Ero in un periodo classico di lamento-perpetuo, noi donne lo facciamo quando ci sentiamo tutte le incombenze addosso, senza via di fuga e nessuno a dirci “brava, grazie, tò-ti-do-10.000euro-per-ringraziarti-dell’impegno”. Partiamo con il lamento: l’azienda non vuole investire in me, i miei colleghi non si rendono conto del lavoro che faccio, il mio capo neanche sa che esito e invece io mi sbatto… Ero messa così insomma, un momento di buio totale.

Ma arriva lei che, in quel frangete di oscurità, mi accende un abbagliante dritto negli occhi dicendomi: “Ma tu cosa voi?”. Io rimango interdetta, tipo lobotomizzata. Avrei voluto ricevere di ritorno una risposta tipo “povera, mi dispiace, rimedio subito dandoti una promozione e un aumento di stipendio da favola”. E poi, come ogni donna mi sarei accontentata e tranquillizzata al primo complimento e avrei tirato avanti così fino al prossimo lamento. Invece lei mi prese a schiaffi con una semplice domanda: “Cosa vuoi?”. Mi prese a schiaffi perché io non avevo la risposta! Cioè io, quella determinata, quella in carriera, quella che investe su se stessa non avevo la minima idea del perché stavo fecendo tutto questo!

Alla fine era colpa mia, cioè se le cose andavano così era perché io brancolavo nel buio e rimasi di stucco senza proferire parola alcuna.

Al ché lei, che i momenti di pausa non li sopporta, interruppe il boato di nulla nella mia mente e mi fece: “Prepara una lista di ciò che hai fatto in linea con le strategia dell’azienda e mostra la tua tattica per raggiungere i target. Dimostra che valore apporti all’azienda e poi fai una lista di 3 punti dei tuoi obiettivi personali: obiettivo a breve termine (nei prossimi mesi), a medio termine (2 anni) e lungo termine (5 anni). Io organizzo un incontro con l’HR manager e tu esporrai a noi questa cosa. Hai una settimana. Buona fortuna!”

Voi avete mai fatto questo ragionamento? Avete mai pensato a cosa fare da grande? Avete degli obiettivi così scanditi?

Io prima di questo episodio non sapevo praticamente niente di me a livelli di aspirazioni. Ora sono molto più consapevole.

Comunque, arrivato il giorno dell’incontro organizzato esposi il mio operato e le mie aspirazioni per il futuro e… magia!

Insieme alla mia Capa e al HR manager disegnammo un piano per raggiungere ogni punto da me richiesto.

Alla fine dell’incontro la mia Boss mi dice: “La prossima volta, invece di sprecare il fiato per lamentarti usalo per CHIEDERE, male che va ti becchi un no!”

Ma noi abbiamo paura dei no, chissà per quale motivo. Per sopportarli ed affrontarli ci vuole un bell’assetto da guerra e ne parleremo presto.

Regole per fare carriera

#carriera #lezioni #buoneabitudini #lavoro #consapevolezza

17 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti