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Lettera aperta a te che stai organizzando un viaggio


Caro quasi-Viaggiatore,

Io ti ho conosciuto in molte versioni: sei la fidanzatina che vuole organizzare il viaggio di nozze della vita, sei il top manager che vuole sparire lontano, sei l'impiegato che passa l'anno attaccato ad una scrivania e vuole solo cambiare aria, sei la mamma stressata da mille incombenze che vuole vivere un periodo servita e riverita.

Caro Viaggiatore dietro questo tuo nome si celano mille volti e mille esigenze. Eppure, ad ogni viaggio da organizzare, la domanda che mi rivolgi è sempre la stessa: "Dove posso andare?"

Come se fosse la meta l'unica risposta a tutte le tue necessità.

Caro Viaggiatore, ti pongo io una domanda alla quale devi rispondere con sincerità, anche se la risposta potrebbe non piacerti.

Cosa cerchi in questo viaggio?

Un viaggio non è una vacanza, un viaggio e un'esperienza e richiede un pò di sforzo. Se non è questo quello che ti serve ora, perché ti sei messo in testa di affrontare un viaggio? Perché non fai una vacanza e ti riposi, lasci a casa tutte le ansie, ricarichi le batterie e vivi un'esperienza limitata ma necessaria al tuo stato attuale?

Non c'è bisogno di scalare le Ande se l'unica cosa che vuoi è abbandonarti come una lucertola al sole, sorseggiare cocktail e bagnare i piedi in un mare cristallino.

Il viaggio inizia dalla testa, senza la mente pronta ad accettare l'esperienza, l'ignoto, ritmi nuovi, sapori sconosciuti sarà una Caporetto con l'aggravante di averci speso denaro.

Ma se è un viaggio quello che desideri allora molla gli ormeggi della vita di tutti i giorni. Dimenticati la tua colazione, la necessità del caffè, il tuo materasso, dimenticati tutto quello su cui hai costruito la tua routine. Dimentica la routine.

Un viaggio non si fa per mettere la spunta sulle cose che vedi, un viaggio serve a conoscere te stesso in un ambiente differente. E' questa la vera esperienza.

Come ti comporteresti davanti alla flemma del popolo cubano?

Ti sentiresti a tuo agio sul rooftop di un grattacielo di NewYork sorseggiando un cosmopolitan? E se il tuo sguardo incrociasse quello di un leone?

Un viaggio non è una serie di tappe messe in ordine, non è un programma da portare a termine. Queste sono cose per viaggiatori pivelli.

A NewYork devi fare jogging al Central Park la domenica mattina oppure un brunch al BlueNote.

In Malesia devi lottare contro te stesso per assaggiare un Durian.

A Marrakech devi contrattare in un souk solo per il gusto di farlo e per capire quanto sangue arabo scorra nelle tue vene.

Devi tornare sorpreso di quanto tu possa essere molto di più di quello che la vita di tutti i giorni ti consente.

La meta è solo un mezzo per permettere a te stesso di conoscerti di più!

Sei pronto ad affrontarti?


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