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Vi presento Foodelicious

September 11, 2016

Lo so, questo è un blog dove si parla di lavoro.

Però è anche il mio blog e faccio un po' quel cavolo che voglio e ci metto anche una rubrica dedicata al cibo, che dici?

 

Calma però, non siamo su Giallo Zafferano e non sono un’emulatrice di Chiara Maci quindi non vi aspettate post da FoodBlogger con foto pazzesche, descrizioni dettagliate delle ricette e impiattamenti da favola.

Le foto che vedrete saranno dei miei pranzi e cene, in solitaria, con mio marito o con i miei familiari/amici, that's all.

 

 

Per il cibo ho una vera passione e si vede ; ). Ma è una passione che va oltre il mangiare. Passa dal perdersi in un mercato il sabato mattina, attraversa lo sporcarsi le mani di terra per raccogliere, a distanza di tempo, una fogliolina di basilico, sfiora la ricerca di tovaglie un po' strambe, gira intorno ai miei grembiuli e si sfoga ai fornelli per poi lasciarsi andare su una tavola imbandita di persone care.

 

Il cibo è una passione instillata in me dalla maestria di  #NonnaMarì (che merita come minimo un hashtag).

E’ lei che mi ha insegnato come, impastando il pane, si possa essere serene.

Cucinare con lei, essere la sua assistente, è come fare Tai Chi su una collina verde smeraldo con il maestro Oogway (la tartaruga di Kung Fu Panda, eccovi un link dove si parla appunto di mangiare per ansia, di spaghetti e di doni).

Mentre cucinava, mia nonna, sembrava danzasse. Era una forza e mi ha trasmesso momenti di vera serenità.

 

I momenti più belli? Quando mi ha insegnato a fare le pagnotte, a tagliare le tagliatelle e quando sbirciavamo le zeppole da sotto la tovaglia per vedere se erano lievitate abbastanza (ne faceva una tale quantità che un canovaccio non era sufficiente a coprirli tutti, ci voleva una tovaglia intera).

 

Mi ha insegnato a non perdere la pazienza mentre tagliavamo quantità abnormi di cicerciata, tipico dolce di carnevale marchigiano.

 

Mi ha insegnato la precisone quando si dovevano rispettare i tempi di cottura ma guai a parlarle di perfezione: non esiste e se mai dovesse esistere sarebbe così noiosa; ne era un esempio la sua sfoglia per le tagliatelle: precisa ma non perfetta così tutte le tagliatelle differivano una dall’altra e questo le rendeva uniche, ogni boccone era un’esperienza a se (oggi gli chef si riempiono la bocca di questo termine “esperienza” e a me vengono sempre in mente le tagliatelle di #NonnaMarì).

 

 Le mie nonne nel giorno del mio matrimonio. Nonna Marì a destra e Nonna Mariuccia a sinistra. Foto by AmaneraPhoto.

 

Ma nella mia vita c’è stata un’altra persona che mi ha trasmesso la passione per la cucina: #NonnoCecco (ecco un altro hashtag). Faceva un “risotto giallo” con un profumo che riempiva tutta la corte, un fegato con le cipolle da overdose e coltivava nel suo orto meraviglie di ogni genere. 

 

E' da lui che ho imparato l’arte del saper aspettare: l’orto infatti richiede fatica e pazienza poi, quando neanche te ne accorgi, si riempie di magia: carote tenere da sfilare dalla terra, passarle nei pantaloni e mangiarle, pomodori che sembrano bignè, zucchine dalle forme più strane e meloni da girare perché sono delicati e devono prendere il sole su tutta la superficie rugosa per diventare dolci come piacciono a me.

 

E la sera si mangiava quello che l’orto sceglieva di farci mangiare, che spasso!

 

 

 

Ma ora risvegliamoci da tutti questi ricordi e torniamo a noi.

Dato il mio passato va da se che questa non sarà una semplice rubrica di ricette, ecco perché l’ho intitolata Foodelicious, perché il cibo sa essere delizioso al di là del suo gusto.

 

Parleremo sicuramente di ricette, ed ecco qui la prima, ma anche di come apparecchiare la tavola, che menù proporre all’amico vegano, come fare la spesa per una settimana e altro…E se c’è qualcosa di cui ti piacerebbe leggere lascia un commento in fondo a questo post oppure scrivimi.

 

E adesso buon Appetito!

 

ps: come avete visto nella mia famiglia c’era una nonna ma anche un nonno che cucinavano. Questo significa che non c’è scritto da nessuna parte che è la donna che deve stare ai fornelli, che sia chiaro!

 

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